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Premio Tracce e Visioni 2026: a Rosella Giorgetti il riconoscimento per un’arte che si sente, si vive e si indossa

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La pittrice premiata in Campidoglio da Lisa Di Giovanni per l’originalità della sua ricerca artistica e per il progetto “Arte Addosso”, che porta la pittura oltre la tela trasformandola in emozione da indossare

Roma, 24 settembre 2026 – Ci sono artisti che dipingono ciò che vedono e altri che riescono a dare forma a ciò che sentono. È in questa seconda dimensione, più intima e difficile da raccontare, che si colloca la ricerca artistica di Rosella Giorgetti, pittrice professionista premiata in Campidoglio nell’ambito del Premio “Tracce e Visioni” 2026, manifestazione dedicata alle personalità che attraverso il proprio percorso hanno lasciato un segno nel mondo dell’arte, della cultura e della società.

A consegnarle il riconoscimento è stata Lisa Di Giovanni, giornalista, scrittrice e professionista della comunicazione, che ha voluto accompagnare la premiazione sottolineando soprattutto la capacità dell’artista di trasformare il colore in un linguaggio capace di arrivare là dove, talvolta, le parole non riescono.

La motivazione del Premio racconta infatti una pittura fatta di emozione, energia e sogno, nata da una profonda libertà creativa. A sintetizzare il rapporto di Rosella Giorgetti con l’arte sono le sue stesse parole: «Non dipingo ciò che vedo, dipingo ciò che sento».

Ed è forse proprio qui che si trova la chiave più autentica del suo lavoro. Le sue opere non chiedono semplicemente di essere osservate, ma invitano chi le guarda a entrare in relazione con esse. Forme e colori diventano così frammenti di un mondo interiore, capaci di suscitare sensazioni diverse in ciascuno spettatore.

Una ricerca che con “Arte Addosso” ha oltrepassato anche il confine fisico della tela. Il progetto nasce infatti dall’idea di trasformare le opere pittoriche in qualcosa che possa essere indossato, portato con sé, vissuto nella quotidianità. L’arte abbandona così la dimensione esclusivamente contemplativa per entrare nella vita e dialogare con il corpo, il movimento e l’identità di chi la indossa.

Emblematica, durante la serata in Campidoglio, la presenza di “Nel vento dei sogni”, una creazione di Rosella Giorgetti divenuta caftano: un’opera che dalla tela prende letteralmente vita e movimento, trasformando il gesto pittorico in materia, abito ed esperienza.

Nel consegnarle il Premio, Lisa Di Giovanni ha voluto rendere omaggio non soltanto alla pittrice, ma alla sensibilità della donna che attraverso l’arte continua a raccontare emozioni e mondi interiori.

«Premiare Rosella è stato per me un momento particolarmente bello, perché nelle sue opere c’è qualcosa che va oltre la tecnica: c’è il coraggio di affidare al colore ciò che spesso non riusciamo a dire. E quando un’opera riesce a farci sentire qualcosa prima ancora di chiederci di essere compresa, credo che l’arte abbia raggiunto una delle sue espressioni più autentiche», sottolinea Lisa Di Giovanni.

Il riconoscimento conferito nell’ambito di “Tracce e Visioni” celebra dunque l’originalità della ricerca artistica di Rosella Giorgetti, la sensibilità con cui interpreta il mondo interiore e la capacità di superare i confini tradizionali dell’opera pittorica.

Perché l’arte, quando riesce davvero a entrare in relazione con chi la incontra, non rimane confinata dentro una cornice.

Si guarda, certamente. Ma soprattutto si sente, si vive e, come Rosella Giorgetti ha saputo dimostrare, si può persino indossare.

Lisa Di Giovanni

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